6 marzo 2018

Red Sparrow?

un romanzo di spionaggio vecchio stile

Sta uscendo la pellicola di questo romanzo pubblicato da un ex-agente della CIA. Siccome il trailer della pellicola mi ha intrigato non poco, l'ho subito ordinato in versione originale. Dopo qualche giorno di attesa, è arrivato. Non l'ho ancora concluso, ma sinceramente mi ha deluso.
Pensavo di trovarmi davanti a un capolavoro di tensione senza pause come era in grado di fare Robert Ludlum (a prescindere dal numero delle pagine), invece mi sono trovato impantanato a metà di un libro di quasi seicento pagine che benché sia ben scritto, non mi prende per niente, a parte qualche pagina.
Guardando il trailer della pellicola, si ha l'idea che la protagonista sia questa Dominika, invece nel libro risulta sì protagonista, però con poco spazio rispetto agli altri personaggi (vedi Nat fin dalla prima pagina) e questo mi ha creato qualche problema nella lettura, perché appunto mi aspettavo lei al centro della scena, non la CIA in tutte le salse.
Come dicevo, il libro è ben scritto, ma a volte ci sono parti che mi sono sembrate inverosimili e a qualche volta addirittura ingenue, visto appunto il curriculum professionale dello scrittore. Ah, sì, come in tutti i thriller di spionaggio che si rispettino, i russi sono brutti e cattivi e traditori e anche stupidi (non mi risulta nella realtà, visto che si dice che abbiano addirittura influenzato le elezioni americane...), gli americani invece quelli che hanno ragione e sono nel giusto. Anche questo aspetto mi ha deluso, perché appunto, nessuna novità è un thriller vecchio stile, che forse piacerà ai lettori delle classiche storie di spionaggio. Comunque, mi mancano ancora trecento pagine prima di dare un giudizio definitivo. Ho trovato assurdo il fatto che alla fine di ogni capitolo l'autore metta una ricetta del pasto che hanno fatto. Mi sembra del tutto fuori posto.
Un aspetto che funziona, ma che non credo sia del tutto vero: Dominika subisce un mucchio di antipatie da parte dei superiori, quasi che una donna operativa sia qualcosa di inconcepibile... questa antipatia è un sentimento che l'autore rende bene, al punto che viene più facile pensare che appartenga più alla Farm che alla mentalità russa in generale, perché i russi hanno sempre usato le donne come operative, basta pensare alle Streghe della notte o ai battaglioni di donne combattenti nella Seconda guerra mondiale (i cecchini donna erano i più bravi).
C'è inoltre questo aspetto che Dominika e MARBLE tradiscano la propria parte e vengano accolti con simpatia e affetto dagli agenti della CIA, (al punto che Nate chiama zio MARBLE) beh, questo è veramente ingenuo e assurdo. Un traditore è sempre un traditore. Per fortuna però ci sono serie come Covert Affairs che ci piacciono molto di più, anche se non sono un libro. Sulla pellicola invece non posso dire nulla, perché non l'ho vista.