10 agosto 2018

Federico T. De Nardi

Breve incontro a Salonicco per parlare di prossimi libri, progetti, trame, letture...

Federico T. De NardiIncontriamo Federico T. De Nardi in una taverna di Salonicco, in una di quelle vie secondarie che sfociano sull'arteria principale che corre parallela al golfo Termaico e gli chiediamo cosa ci fa qui, anche se vedendo cosa ha davanti, la domanda è retorica.
Ci racconta che adora questa città, anche se è stata massacrata da un'edilizia scellerata, come molte altre città di quel gruppo di mari chiusi dallo stretto di Gibilterra in un unico lago comune, e la diversità etnica del passato è ormai un ricordo, visto che era chiamata la Gerusalemme dei Balcani ed era inoltre piena di minareti, mentre oggi è piena di sgraziati e anonimi condomini.
È qui per motivi sentimentali che non vuole spiegare. Ci racconta che inoltre ha ambientato in questa città un romanzo che fa parte delle avventure di Anastasija Kalashnikova (Betty Suicide e Il soldato di Bangkok) dal titolo provvisiorio "Assassina calibro 40", anche se non pensa che lo potremo leggere molto presto.
Poi sta lavorando a una storia ambientata sul Titanic e anche qui non ci vuole dire altro, perché è appena agli inizi e allora, finito il pranzo, ci facciamo due passi e ci offre sulla via principale un caffè greco con la polvere in fondo e molto zuccherato come piace ai greci di Salonicco e gli chiediamo cosa sta leggendo e ci dice che sta rileggendo Man on fire di Quinnell e Notti e Nebbie di Carlo Castallaneta. Il caffè greco è proprio buono, anche bevuto in tazzine di carta. [M.E.N.]