29 ottobre 2017

Atomic Blonde

La riflessione

CharlizeAtomic Blonde è un film con qualche difetto e tanti pregi. I pregi sono: un'ottima fotografia e ambientazione che rendono bene senza strafare la fine degli anni Ottanta a Berlino (la colonnna sonora mi è piaciuta molto); splendide le scene di combattimento che posso dire sono il vero motore narrativo della pellicola stessa, e mi dispiace dirlo, sono molto più interessanti della trama medesima, che personalmente ho trovato un po' stanca e inceppata, con un finale -sinceramente - superato ancora ai tempi di Hitckcock che ricordava che era meglio la suspense, piuttosto che la sorpresa... infatti il finale con sorpresa è piuttosto sballato, non porta nulla di più a un film che altrimenti sarebbe stato perfetto, perfetto per un film di spionaggio. Mi rendo conto che è difficile scrivere una storia di spionaggio oggi, ambientata trent'anni fa, perché bisogna tenere conto delle regole del genere, dello zeitgeist di ieri e di oggi, però tutte quelle sorprese finali... ecco ricordano troppo altri film e qui, ripeto, erano da evitare perché non aggiungono nulla alla storia, anzi, sembra quasi che siano state messe lì per sbaglio, magari perché altrimenti il film era troppo corto...
Malgrado questo aspetto deleterio (non ci sono più sceneggiatori bravi e registi che ribaltano una brutta sceneggiatura?) la pellicola è godibilissima e da vedere, soprattutto per l'avvenenza e bravura e presenza corporea e scenica di Charlize Theron, che incarna una spia in gonnella che è molto meglio di James Bond; Ian Fleming sarebbe stato contento (e magari geloso) di lei e anche noi ci inchiniamo davanti alla sua bravura. Un altro aspetto positivo, è l'ambientazione al momento del crollo, è resa molto bene quella sensazione che, a volte, quando un'epoca è alla fine, quasi nessuno se ne accorge se non molto tempo dopo e forse questo sarebbe stato un aspetto su cui lavorare di più, ma tant'è ormai è tardi. Per fortuna a noi rimane Charlize.